La dieta mediterranea

Nell'area del mediterraneo si vive più a lungo

La dieta mediterranea: NELL’AREA DEL MEDITERRANEO SI VIVE PIU’ A LUNGO!
Negli anni Cinquanta lo scienziato americano Ancel Keys, insieme alla moglie Margaret, iniziò a chiedersi perché le popolazioni che vivevano affacciate sul Mediterraneo – in particolare nel sud Italia – si ammalassero molto meno di malattie cardiovascolari rispetto agli abitanti del Nord Europa e degli Stati Uniti, pur non disponendo delle stesse risorse economiche. Per rispondere a questa domanda diede vita al celebre “Studio dei Sette Paesi”, che mise a confronto le abitudini alimentari e lo stato di salute di popolazioni di Stati Uniti, Finlandia, Paesi Bassi, ex Iugoslavia, Grecia, Giappone e Italia. Keys scelse come “quartier generale” delle sue ricerche il piccolo borgo di Pioppi, nel Cilento, dove visse per lunghi periodi studiando da vicino le abitudini di quella comunità.

I risultati furono sorprendenti, e per certi versi rivoluzionari per l’epoca: più ci si allontanava dal modello alimentare tipico delle popolazioni mediterranee – ricco di cereali, legumi, verdura, frutta, pesce e olio d’oliva come principale fonte di grassi – più aumentava l’incidenza di malattie cardiache e ictus. Era la prima volta, nella storia della medicina, che la longevità di un popolo veniva collegata in modo così diretto alle sue abitudini a tavola.

Da questa intuizione nacque, a metà degli anni Settanta, l’espressione “Dieta Mediterranea”: non una semplice lista di alimenti, ma un vero e proprio stile di vita, fatto di gesti quotidiani, convivialità, rispetto della stagionalità e dei ritmi della terra. Un patrimonio di conoscenze e tradizioni tanto prezioso da essere riconosciuto dall’UNESCO, il 16 novembre 2010, come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità – inizialmente per Italia, Spagna, Grecia e Marocco, e dal 2013 esteso anche a Cipro, Croazia e Portogallo.

Al centro di questo modello alimentare, da sempre, c’è lui: l’olio extravergine di oliva. E’ il grasso “buono” che sostituisce burro e grassi animali nella cucina mediterranea, ed è proprio agli studi su questo alimento, e sul suo eccezionale contenuto di antiossidanti, che si devono molte delle conoscenze scientifiche di cui disponiamo oggi su come un’alimentazione sana possa proteggere la nostra salute nel tempo.

Non è un caso che ancora oggi, in alcune aree del Mediterraneo che hanno mantenuto più a lungo queste abitudini, si registrino tra le più alte concentrazioni al mondo di persone che superano i cento anni di età. Un dato che, più di ogni altro, racconta quanto ciò che portiamo in tavola ogni giorno se è semplice, genuino, di qualità, possa fare la differenza nella nostra vita, e in quella di chi verrà dopo di noi.

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